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Ce lo racconta un manager

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IL COACHING PERCHÈ ?
Ce lo racconta un manager

L’Ing. S., Manager di un’importante azienda Bolognese, ci racconta “in diretta” la sua esperienza sul coaching.

- Ho conosciuto il coaching in occasione di un cambiamento di ruolo, quando l’azienda mi ha improvvisamente proposto, in seguito ad alcuni movimenti interni, di passare dall’incarico di Direttore Commerciale della divisione a quello di Direttore Generale della B.U. di cui facevo parte: leadership mondiale, 300 persone, 60 Mln Euro di Fatturato, 3 controllate ed export pari all’80%.

Da un lato ho valutato la proposta con perplessità e timore per carenza di preparazione specifica ma, contemporaneamente, con forte curiosità e una certa dose di ambizione: avevo voglia di crescere ma ero certamente consapevole di avere alcuni limiti. Ero sicuro di “saper fare bene una cosa”, ossia saper ricoprire con successo il ruolo di Direttore Commerciale, avevo però dubbi sul fatto di essere in grado di “far bene la nuova” cioè ricoprire con successo il nuovo ruolo propostomi dall’azienda

La mia B.U., a quell’epoca, aveva un forte bisogno di rinnovamento nel management e nelle metodologie di sviluppo dei processi e il Mercato stava vivendo una fase di forte contrazione (- 25% in due anni): questi fattori, uniti alla mia inesperienza nel ruolo, hanno reso particolarmente difficile il passaggio.

In situazioni come queste, dove gli obiettivi da raggiungere sono spostati al di fuori della sfera di comfort e controllo individuale, spesso si evidenziano i limiti personali e in alcuni momenti , la paura di non farcela è veramente reale: come un atleta che si prefigge un nuovo record ha necessità di un personal trainer per supportarlo nell’impresa, così un Manager può ricorrere al Coaching !

Ripensando oggi ai primi incontri con il Coach, lo definirei come “una persona a cui dai fiducia senza ancora conoscerla”, qualcuno che ti accompagna in un percorso, identificando con te i passaggi più importanti ed aiutandoti a capirli e gestirli.

Il percorso di coaching ha contribuito a sviluppare e valorizzare strumenti e risorse che, forse, già possedevo ma che ancora non conoscevo bene e soprattutto, mi ha insegnato ad utilizzarli nel modo e nel momento giusti. Il coaching propone ed aiuta a creare “nuovi modelli a cui fare riferimento” per affrontare le mutate situazioni contingenti, ma anche situazioni che si presenteranno nel futuro.

Raccontando concretamente il percorso fatto con il Coach partirei puntualizzando che incontrare il proprio coach è una cosa piacevole per chi ama la competizione.
Lo rappresenterei come un bel incontro di scherma: il confronto inizia sempre da aspetti generici del lavoro o dalla discussione di eventi generali o personali accaduti recentemente, una sorta di riscaldamento, interrotto, ad un certo punto, da un “affondo” del Coach che si conclude con una “stoccata” nel tuo punto debole.
Inizialmente rimani un po’ colpito e nel contempo sorpreso perché, ancora una volta, è riuscito a centrare il bersaglio, a “scoprire qualcosa di importante su cui lavorare”. Subito dopo si comincia a lavorare per analizzare più approfonditamente questo punto di debolezza e per trovargli una soluzione nel panorama dell’operatività complessiva; l’incontro termina generalmente con un “compito” affidato al manager da realizzare per l’incontro successivo.
Con il passare del tempo, però, provi a prevenire le “stoccate” del Coach nel momento in cui realizzi che le aree di debolezza su cui lavorate, tu, le conosci già ma non hai mai voluto prenderne atto: questo è il grande risultato del Coaching cioè guidarti a prendere coscienza dei tuoi punti di debolezza e fornirti una metodologia per superarli.

Infatti, al di là delle specifiche situazioni che vengono di volta in volta discusse ed affrontate, delle nuove “scoperte” e dei nuovi “modelli” acquisiti, il risultato più importante di questa mia esperienza si riflette in una “maggiore tranquillità” derivante dall’aver sperimentato la mia capacità di superare gli ostacoli ed una “maggiore sicurezza”, in quanto ho dimostrato a me stesso di poter fronteggiare con successo nuovi contesti e maggiori complessità .

Alla luce di questa esperienza, sono convinto che il coaching sia uno strumento molto utile ed interessante in tutte quelle situazioni in cui un Manager debba affrontare delle novità o cambiamenti e le circostanze aziendali non consentano di avere un’adeguata figura di riferimento (tutor interno) dalla quale acquisire le nuove competenze o il tempo necessario per sviluppare un opportuno percorso di formazione sulle nuove problematiche da risolvere.

   
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